martedì 17 maggio 2016

Una Pubblica Amministrazione più efficiente



Abbiamo deciso di analizzare ogni punto del nostro programma offrendo spunti e approfondimenti mirati e permettendo a chiunque di comprendere davvero quale lavoro ci attende nei prossimi cinque anni. 
Lasciamo i luoghi comuni ad effetto e puntiamo sul dialogo costruttivo, ognuno di noi ricopre un ruolo nella fase decisionale, l’amministratore locale così come l’abitante di una comunità quale è Chiauci.
La Pubblica Amministrazione sta attraversano una fase di intensa riforma, la spending review si è abbattuta ovviamente anche sulla macchina comunale ed è necessario attuare alcuni sistemi per migliorare o implementare i servizi.

Il Forum sulla Pubblica Amministrazione cita casi di sharing economy per i Comuni, un quadro di condivisione fondamentale per la sopravvivenza delle realtà minori in cui i costi dei beni mobili possono e devono essere ottimizzati in ottica di cogestione.
Realizzare un inventario digitale dei beni mobili consentirebbe di ottimizzarne l’uso e la funzionalità riducendo sprechi e tempi morti definendo inoltre ciò che è alienabile dal patrimonio comunale, sia per vetustà che per inutilizzo.
Questo non vuol dire ridurre i beni, al contrario il nostro obiettivo è la creazione di un catalogo ottimizzato alle esigenze locali e basato al corretto ciclo di vita dello stesso.
L’acquisto di Beni e Servizi attraverso le Centrali Uniche di Committenza, come è noto, saranno  il punto di riferimento per le future P.A  così come il nuovo codice appalti per le Opere Pubbliche.
Nell’Agenda digitale trova spazio anche l’ottimizzazione del servizio dei pagamenti digitali, strumento utile e ormai indispensabile per Comuni in cui il ruolo delle seconde case è decisamente importante. Offrire una digitalizzazione dei servizi semplifica la macchina amministrativa e facilita la vita dei cittadini, è un passaggio forzato che deve essere affrontato con cognizione in tempi brevi e che coinvolgerà tutti i settori amministrativi comunali.
Al fine di ottimizzare ulteriormente i servizi e ridurre i costi porremo in calendario una serie di incontri con i Comuni vicini per studiare accordi di gestione condivisa del territorio in ottica di un futuro studio, più che auspicabile, per le Unioni Montane di Comuni. Questa scelta aumenta gli sgravi fiscali nonché i trasferimenti statali alle Unioni stesse.
L’Unione Montana non è una perdita di identità locale, al contrario rappresenta lo strumento unitario per dare maggior peso politico ai piccoli Comuni.

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