Abbiamo deciso di analizzare
ogni punto del nostro programma offrendo spunti e approfondimenti mirati e permettendo a chiunque di comprendere davvero quale lavoro ci attende nei
prossimi cinque anni.
Lasciamo i luoghi comuni ad
effetto e puntiamo sul dialogo costruttivo, ognuno di noi ricopre un ruolo
nella fase decisionale, l’amministratore locale così come l’abitante di una
comunità quale è Chiauci.
La Pubblica Amministrazione sta attraversano una fase di intensa
riforma, la spending review si è abbattuta ovviamente anche sulla macchina
comunale ed è necessario attuare alcuni sistemi per migliorare o implementare i
servizi.
Il Forum sulla Pubblica
Amministrazione cita casi di sharing economy per i Comuni, un
quadro di condivisione fondamentale per la sopravvivenza delle realtà minori in
cui i costi dei beni mobili possono e devono essere ottimizzati in ottica di cogestione.
Realizzare un inventario
digitale dei beni mobili consentirebbe di ottimizzarne l’uso e la
funzionalità riducendo sprechi e tempi morti definendo inoltre ciò che è alienabile
dal patrimonio comunale, sia per vetustà che per inutilizzo.
Questo non vuol dire ridurre i
beni, al contrario il nostro obiettivo è la creazione di un catalogo
ottimizzato alle esigenze locali e basato al corretto ciclo di vita dello
stesso.
L’acquisto di Beni e Servizi
attraverso le Centrali Uniche di Committenza, come è noto, saranno il punto di riferimento per le future P.A così come il nuovo codice appalti per
le Opere Pubbliche.
Nell’Agenda digitale trova
spazio anche l’ottimizzazione del servizio dei pagamenti digitali, strumento utile
e ormai indispensabile per Comuni in cui il ruolo delle seconde case è
decisamente importante. Offrire una digitalizzazione dei servizi semplifica la
macchina amministrativa e facilita la vita dei cittadini, è un passaggio
forzato che deve essere affrontato con cognizione in tempi brevi e che
coinvolgerà tutti i settori amministrativi comunali.
Al fine di ottimizzare
ulteriormente i servizi e ridurre i costi porremo in calendario una serie di
incontri con i Comuni vicini per studiare accordi di gestione condivisa del
territorio in ottica di un futuro studio, più che auspicabile, per le Unioni
Montane di Comuni. Questa scelta aumenta gli sgravi fiscali nonché i
trasferimenti statali alle Unioni stesse.
L’Unione Montana non è una
perdita di identità locale, al contrario rappresenta lo strumento unitario per dare
maggior peso politico ai piccoli Comuni.

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