Potrei dire che questa avventura sia
cominciata improvvisamente nella primavera del 2016, ma sarebbe una bugia.
Probabilmente è partita moltissime
estati fa, quando ci ritrovavamo in paese dopo mesi di lontananza trascorrendo
le serate a parlare delle cose viste o vissute nelle proprie esperienze di vita
quotidiana.
Idee e progetti per i luoghi che ci
hanno accolto e visto crescere ognuno a modo suo. Ognuno con le proprie
vocazioni ed i propri interessi.
Non era facile nemmeno all’epoca amministrare
un piccolo Comune. Non lo era 5, 10 o 15 anni fa e non lo è nemmeno oggi. Temo,
ma spero di sbagliarmi, che non lo sarà neanche un domani. Tutti noi, nessuno escluso, ne eravamo più che consapevoli all'inizio di questa avventura.
Non basteranno pochi mesi di
ribalta nazionale a sovvertire un modus operandi che premia la centralità a
discapito dei luoghi periferici e dei suoi abitanti. Non basterà chiamare “borgo”
un gruppo di case abbandonate in cui non ferma nemmeno il bus per lanciare l’undertourism,
così come non basterà parlare di “smart working” per riportare persone dove non
c’è nemmeno la copertura telefonica.
In questi cinque anni abbiamo vissuto momenti intensi.
Abbiamo accolto con gioia la nascita di bambini dopo tanto
tempo, ma abbiamo anche perso molte persone care. Donne e uomini che non
dimenticherò mai per quello che hanno rappresentato per la comunità chiaucese e
per me.
Non ho nessuna intenzione di entrare nei monologhi altrui, tantomeno sento la necessità di ribattere al chiacchiericcio di fondo che ha caratterizzato buona parte di questo mandato, ma voglio ringraziare sinceramente chi mi ha permesso di vivere un’esperienza così forte supportando la mia candidatura ed affiancandomi in questo percorso.
Chiunque vorrà cimentarsi in futuro, capirà sulla propria pelle cosa voglia dire.
Durante questi cinque anni ho avuto
il piacere di conoscere amministratori locali entusiasti e combattivi, linfa
per quei paesi in cui le persone rimangono e in alcuni casi, sempre meno sporadici,
ritornano per costruire il loro avvenire e quello delle comunità.
Con il loro impegno, gli amministratori di
tante realtà del Molise e d’Italia mi hanno mostrato in maniera tangibile cosa
vuol dire avere a che fare con i tempi della burocrazia, sempre inversamente
proporzionali alle urgenze della cittadinanza. Condividere con voi progetti e
vederli portare a termine è stato illuminante per l’avvenire. Il mio.
Prima di giungere alla fine dell’esperienza attuale, ho tratto le conclusioni scegliendo di prendermi una pausa. Sono consapevole che non avrei mai potuto portare avanti un progetto all'altezza di quello del 2016 senza un gruppo di lavoro coeso e determinato che unisca l'esperienza all'entusiasmo. Il risultato di un lungo percorso che richiede convinzione, lavoro e costanza da parte di tutti.
Sarò sempre disponibile a sostenere chi lavorerà ambiziosamente per il bene di Chiauci e dei piccoli Comuni.
Gianluca Di Lonardo
