martedì 27 marzo 2018

Bilancio 2018: Ancora poca programmazione.





L'approvazione del bilancio di un Comune non è solo un atto formale, tantomeno rappresenta una mera operazione di aritmetica.

È un documento complesso in cui si definiscono anche le linee guida della amministrazione in diversi ambiti.
Opere pubbliche, investimenti in cultura, gestione del patrimonio immobiliare, boschivo ed energetico, risorse idriche ed ovviamente il capitale umano del personale dipendente e delle collaborazioni esterne.
Abbiamo partecipato al consiglio comunale di lunedì 26 marzo credendo fermamente che le intenzioni politiche della maggioranza possano essere sostenute da tutti qualora fossero definite le voci di azione citate in maniera partecipata e condivisa. 
Con dispiacere non abbiamo invece riscontrato analogie tra la programmazione triennale ed il documento d'azione consegnato dal sindaco e sostenuto dalla propria maggioranza nel 2016 che, seppur diametralmente opposto al nostro pensiero, avrebbero dimostrato coerenza con i temi elettorali che hanno permesso la vittoria di misura.
Pertanto, senza polemica alcuna, il gruppo "Progetto Chiauci" non ha avuto, ancora una volta, atteggiamenti oppositivi alle scelte della maggioranza preferendo astenersi dalla votazione, argomentando dettagliatamente ogni punto affrontato, suggerendo inoltre ogni buona pratica disponibile e già attiva.
L'atteggiamento del nostro gruppo è condiviso da tutti i componenti dello schieramento, eletti e non, in un clima coerente e propositivo rivolto a progetti utili alla comunità intera.
Non sarà quindi la ricerca di consenso estemporaneo a modificare gli equilibri all'interno di una maggioranza in cui è comunque presente un'area critica e disallineata con le scelte portate avanti oggi. Ne è dimostrazione l'esito della votazione dei punti all'ordine del consiglio.
Non ci riguarda, tantomeno ci preoccupa direttamente, la tenuta di qualsiasi schieramento, al contrario temiamo la debolezza della programmazione fino al 2021 in cui sono nuovamente assenti voci di contrasto allo spopolamento, disservizi, disuso di beni d'interesse collettivo, abbandono del territorio e occupazione lavorativa.
Sottolineare una posizione svantaggiata rispetto ad altri colleghi amministratori locali è nuovamente distante da quel programma fitto di soluzioni rapide di cui "trasparenza e valori" citava meno di due anni fa, assegnando importanti responsabilità alle capacità amministrative dei predecessori.
I "contenitori vuoti", così nel documento elettorale si definivano le opere comunali non utilizzate, sono oggi ancora vuoti ed inoltre assenti da ogni azione di programma a medio termine, in attesa di idee gestionali.
La maggioranza ha il diritto di fare le scelte ritenute più opportune ma l'opposizione, con la medesima libertà di pensiero, ha il dovere di sottolineare le difficoltà affinché si ottenga il meglio per la comunità. 
Condividendo un documento programmatico di questo tenore faremmo un torto a chi ha votato un progetto articolato e arduo che si può realizzare solo con dedizione costante, d'altronde abbiamo sempre ritenuto che ci attendesse una sfida complicata ma gratificante, imperniata su temi innovativi e giustamente ambiziosi, inseriti in un'evidente situazione di rinnovamento delle economie locali.
L'astensione non è un segnale di debolezza dell'opposizione, bensì una decisione che rafforza le volontà di gruppo, un insieme eterogeneo ma allo stesso tempo completo che non ha bisogno di primedonne, gesti eclatanti ed autocitazioni per alimentarsi. 
Al contrario, è un gruppo alla ricerca di nuovi casi amministrativi da citare e replicare, anche coinvolgere, per il bene di tutti.
Continueremo quindi a rappresentare l'altra metà dell'elettorato, con l'auspicio che questo ennesimo segnale propositivo sia utile per una necessaria presa di posizione su temi importanti e fondamentali per il bene comune.

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